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Fiabesque: una città nella città.
Il borgo storico di Peccioli viene chiuso al traffico dalle 15:00 alle 20:30, e due portali di luce ed effetti speciali, a nord e a sud del Borgo, segnano l’ingresso nella Città della Fiaba, che aprirà i battenti nei giorni 12, 19, 26 Dicembre 2004 e 6 Gennaio 2005.

Per il 24 Dicembre è prevista una versione natalizia più raccolta, di
Fiabesque, mentre il 31 Dicembre Fiabesque si sposterà nel cuore della
notte, facendo da cornice agli eventi speciali in occasione della Festa
per l’Ultimo dell’Anno, punto di riferimento tradizionale per tutta la
Valdera, territorio di cui Peccioli fa parte.
Ad accogliere i visitatori le guide,
ovvero attori che impersonano il Pifferaio Magico, il Gatto con gli
Stivali e la Fata, con il compito di condurre e indirizzare il pubblico
verso gli spettacoli.

Ad attendere gli spettatori ben quattro postazioni teatrali, poste in prossimità dei quattro punti cardinali del Borgo, dai nomi fortemente evocativi, tratti dalla Rosa dei Venti: il Teatro di Tramontana, l’Arco di Ponente, il Teatro d’Oriente e la Loggia di Scirocco. Tre piccoli spettacoli in contemporanea, in due repliche, e uno
centrale, di dimensioni più grandi, sono l’intercalare ritmico delle
rappresentazioni nelle quattro giornate principali di Fiabesque. Uno
dei quattro punti teatro, precisamente il Teatro d’Oriente, è dedicato
esclusivamente al Teatro dei Burattini e alle Ombre Cinesi. Inoltre, elemento scenografico umano dell’arredo urbano, i cosiddetti Tableaux Vivents,
ovvero scene tratte da fiabe di tutto il mondo, rappresentate da un
figurante e un piccolo allestimento scenografico in una decina di
location sparse per il Borgo.
Un’incessante succedersi di spettacoli itineranti di artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco, saltimbanchi, trampolieri, illusionisti, farà da fil rouge tra un ciclo di rappresentazioni e l’altro.
Ad aprire e chiudere le giornate di spettacoli un concerto di musica classica eseguito da un’orchestra all’interno della Chiesa di San Verano, in Piazza del Popolo.
In contemporanea alla programmazione degli spettacoli, ogni giornata di Fiabesque comprende convegni, workshop, salotti e incontri didattici, eventi tutti incentrati sul tema della Fiaba e sulle relative implicazioni culturali e sociali.
Ospiti di fama nazionale e internazionale, tra cui il Maestro Carlo Rambaldi,
vincitore di tre premi Oscar per gli effetti speciali cinematografici,
tra cui ricordiamo E.T. King Kong e Alien, interverranno a confrontarsi
con le realtà locali e a portare il loro contributo in una sorta di
“laboratorio a puntate”, da cui trarre spunto per gli sviluppi futuri
del progetto.
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Fiabesque, ovvero “l’isola che non c’è”.
Un mondo immaginario, che risiede nella memoria ancestrale dell’essere
umano, e che è frutto del bisogno innato di proiettare sogni, desideri
e fantasie in una dimensione parallela, che non si stacchi mai troppo
dalla realtà quotidiana e dai suoi meccanismi, proprio per non perdere
mai troppo di vista il legame con la sfera del possibile. I sogni sono
la casa dei desideri e delle speranze. Così come delle angosce e delle
paure. I sogni sono la naturale e insopprimibile espressione
dell’inconscio umano, sfera della nostra psiche che sappiamo avere
un’influenza determinante nella nostra esistenza, sia individuale che
collettiva.

La Fiaba quindi come contenitore ideale e metafora degli archetipi
primari dell’inconscio collettivo, fiabe che si diversificano nel corso
dei millenni in una miriade di personaggi e di storie, aventi comunque
come denominatore comune la trama più grande e più affascinante che
esista, la vita, nel suo nascere, nel suo crescere e divenire e nel suo
trasformarsi in altra vita, in un ciclo senza fine.
Fiabesque, ovvero “il sogno possibile”.
Abbiamo provato a guardare il mondo delle Fiabe un po’ come fanno i bimbi, col naso all’insù e l’aria attonita.
E
ne abbiamo tratto un modello, una sorta di quadro d’insieme, che
potesse essere in qualche modo rappresentato e portato quaggiù (o
quassù), in un borgo medioevale, Peccioli, in una delle regioni più
belle e “fiabesche” dell’Italia e del mondo, la Toscana, che al di là
di Pinocchio, suo cittadino illustre, è da millenni, ancor prima degli
Etruschi, terra di spiriti, folletti, fate e miti arcani. Ed è stato
così, quasi come per magia, che il nostro modello, ancora nel regno
delle idee, è diventato improvvisamente reale, trasformandosi in un
progetto concreto, che investe le arti tutte, dal teatro alla pittura,
dalla scenografia alla musica, dal design alla letteratura, fino alle
espressioni più moderne, cinema, multimedia, videoarte, in una grande
kermesse della durata di sei giorni, che trasformerà il Borgo
medioevale di Peccioli in Fiabesque, la Città delle Fiabe.
Grazie
all’energia e all’entusiasmo della nuova Amministrazione Comunale, che
ha riposto piena fiducia proprio in un sogno, grazie alla volontà della
comunità tutta, a partire dall’Associazione dei Commercianti
abbracciando via via tutti i cittadini, nasce Fiabesque Anno Zero, come
a noi piace chiamare la presente edizione. Sì, perché Fiabesque è un
sogno lungo quattro anni,un progetto in evoluzione e in crescita, di
cui la presente edizione non è che il “preludio”.

Peccioli, in Toscana, in Italia.
Crocevia ideale, culturale e territoriale tra nord e sud, est e ovest
del mondo intero. La Fiaba come strumento di comunicazione
interculturale, che si esprime con l’unico linguaggio comune a tutti
gli uomini, quello dell’immaginazione. La Fiaba come portatore ideale
di un messaggio semplice ma talmente vasto e complesso, allo stesso
tempo, da necessitare di un contenitore immenso, capace di travasarne i
contenuti in tutti gli elementi del “sistema uomo”, dai grandi ai
piccini, dagli uomini alle donne, indistintamente. La pace tra gli
uomini, sintesi del messaggio di Fiabesque, non può prescindere dalla
pacificazione dell’uomo con se stesso.
Raccontiamo quindi la Fiaba dell’uomo, “c’era una volta…”.
Immaginiamo tutti insieme un “e vissero a lungo felici e contenti” finalmente possibile.
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