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  25/05/2006
  My Media e Fiabesque
 

Il servizio dedicato a Fiabesque Cartoon's Night, a cura di Nadia Andreini, su My Media  la rivista...

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  12/02/2006
  Fiabesque va in Croazia
 

Lo staff di Imaginaria è andato in Croazia ad Ogulin, il paese natio di Ivana Brlić Mažuranić autrice...

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  10/02/2006
  Fiabesque Day
 

E' stato presentato il resoconto di...

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Tutte le foto, gli spettacoli e gli ospiti dello scorso anno.


Abbiamo cominciato un anno fa, guardando il mondo delle Fiabe come fanno i bimbi, col naso all’insù e l’aria attonita.
E abbiamo immaginato una magia possibile, ovvero trasformare un borgo medioevale nella Città delle Fiabe, e popolarlo di personaggi fantastici e di suggestioni.
Ci siamo emozionati vivendo i sogni che noi stessi avevamo trasformato in realtà, proprio così come ci si emoziona in un sogno, un misto di incredulità, meraviglia e malinconia, perché i sogni, si sa, prima o poi finiscono e la realtà prende di nuovo il sopravvento.

Quest’anno abbiamo di nuovo la possibilità di rendere partecipi grandi e piccini delle nostre visioni, che prendono vita e forma proprio partendo dall’esperienza passata, sviluppandosi all’interno di tematiche che l’anno scorso erano solo in embrione e inserendo, allo stesso tempo, nuovi spunti e nuove energie.

Fiabesque, ovvero l’Isola che non c’è, più che mai.

Le fiabe e i racconti hanno “le gambe lunghe”, si sa, viaggiano attraverso i confini del mondo e si colorano qua e là di immagini, sfumature e riferimenti acquisiti nel corso del proprio cammino.

Attraverso le fiabe possiamo scoprire le caratteristiche proprie di un gruppo, di un paese, di un modo di vivere, e le differenze con le nostre e con quelle di altri contesti.
Possiamo entrare davvero, grazie alla suggestione e alla magia della parola narrata, nella vita quotidiana di un villaggio, di una terra, di un popolo, anche se solo per un momento.
E così come le differenze, le fiabe propongono anche innumerevoli analogie e somiglianze tra genti e luoghi tra loro distanti, nel tempo e nello spazio.

Le immagini di Fiabesque 2005, materializzazione grafica di vere e proprie visioni da sogno, sono proprio la sintesi tra differenza e analogia, che concettualmente può esprimersi con un termine dai mille e uno (per restare in tema di fiabe) significati: l’integrazione.

Integrazione tra diverse culture, come sintesi tra le loro analogie e le relative differenze, quindi.

 



Ma anche integrazione tra diverse architetture, con Peccioli ovviamente a far da supporto fisso alle innumerevoli ibridazioni possibili.

L’Alhambra che spunta dal vicolo di Carraia, o il Taj Mahal innestato sopra il loggiato in Piazza del Popolo, con tanto di specchio d’acqua che si apre nel selciato sottostante, o ancora il Mare del Nulla, dove spunta l’Isola Peccioli che non c’è, o ancora l’Oriente vicino, con una Peccioli sotto una tormenta di neve e “truccata” da città russa, o l’Oriente lontano, sempre con una Peccioli che si staglia su uno sfondo di montagne Himalayane.
Suggestioni, chimere, fole, visioni.
Ma non solo.

Nel corso di questi due anni sono stati ospiti di Fiabesque personaggi di primo piano della cultura e del mondo dello spettacolo, provenienti dai quattro angoli del mondo, dalle specificità più disparate, ma accomunati dal concetto di universalità di cui le Fiabe sono da sempre impregnate.

Fiabesque è illusione, certo, ma anche molto di più. E possiamo ormai anche permetterci di dire: come al solito.

Dal teatro alla pittura, dalla scenografia alla musica, dal design alla letteratura, fino alle espressioni più moderne, come il cinema d’animazione e la video arte, in un contenitore ancora una volta calato in un periodo come quello delle feste natalizie, nel tentativo coraggioso e nobile di strappare il grande pubblico dalle grinfie di un consumismo sempre più fuori luogo e offrire momenti di intrattenimento e di cultura, bene anche questo purtroppo raro e a rischio di esaurimento.

Addentriamoci insieme, quindi, anche quest’anno, nel regno universale della Fiaba, vivendo le emozioni dei nostri sogni in uno spazio quotidiano che per effetto di un incantesimo diventa diverso per tre giornate, un contesto urbano che si trasforma in un luogo dove prodigio e normalità si intrecciano fino a disciogliersi l’uno nell’altro, dove la magia della fiaba diventa il segreto motore e l’invisibile essenza delle cose.





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