
C'era una volta… Fiabesque.
Il sogno possibile. L'isola che non c'è. Circondata dalle inquietanti acque del Mare del Nulla. La meravigliosa terra dei giocolieri e dei saltimbanchi, delle streghe cattive e degli illusionisti, di mangiafuoco e di cappuccetto rosso e il lupo cattivo. Oasi della fantasia, foreste di matite e trampoli, strumenti e forbici, pennelli e torri. Fiabesque è il paese nel paese. La fiaba nella fiaba.
L'evento fantastico e suggestivo che scaturisce dal nostro bisogno primario, più o meno nascosto, di tornare alle origini e nel medesimo tempo di andare oltre. Quel "c'era una volta…", antico ma sempre nuovo, che tante volte da bambini, come una ninna nanna, ci ha trasportati tra le braccia di Morfeo, catapultandoci nel mondo dei sogni, ha lasciato e lascia un'impronta dentro di noi. Una traccia indelebile.
E diventa la matrice da cui, durante il nostro percorso di crescita prima, e al momento della piena maturità poi, hanno origine le impressioni (e le espressioni) che appartengono alla dimensione fantastica. E' il mondo onirico dell'immaginazione. Ma è anche, come dicevamo, andare oltre.
Il linguaggio dell'immaginazione. Un humus comune caratterizza gli intrecci delle favole appartenenti alle culture e ai paesi più diversi e lontani. Che, al di là della base geografica, sono spesso analoghi, a volte addirittura identici.
Dal teatro alla pittura, dalla scenografia alla musica, dal design alla letteratura, fino alle espressioni più moderne, come il cinema d'animazione e la video arte, in un contenitore ancora una volta calato in un periodo particolare, come quello delle feste natalizie, nel tentativo coraggioso e nobile di strappare il grande pubblico dalle grinfie di un consumismo sempre più alienante. Alternativa sussurrata al rutilante mondo dei centri commerciali.
E offrire momenti di intrattenimento e cultura sia per i piccoli che per i grandi. Palcoscenico di Fiabesque è Peccioli, borgo medievale immerso nella più tipica campagna toscana, tra l'Arno e Volterra, che fa da cornice sognante all'evento. Con Fiabesque Peccioli, durante le feste natalizie, si trasforma per qualche tempo in un posto incantato: la Città delle Fiabe.

Oltre, cioè, la dimensione strettamente reale che definisce i contorni del vivere quotidiano. Quello fatto di orari da rispettare e bollette da pagare. E' un andare oltre la dimensione del tempo e dello spazio ordinariamente intesi, per (ri)abbracciare, attraverso suoni e atmosfere, luci e ombre, misteriose e magiche, un nuovo, altro livello di percezione.
Quello, forse ormai dimenticato, di quando eravamo bambini. Infine, è anche andare oltre le nostre paure e le nostre ansie, riproponendo sulla scena fantasmi che sembravano dimenticati per sempre ma che si riaffacciano inesorabilmente a rievocare il nostro presente trascorso.
E' evasione Fiabesque, ma è anche evento che lancia un importante messaggio sociale: la fiaba come strumento di comunicazione interculturale, che si esprime con l'unico linguaggio comune a tutti gli uomini.
Un programma denso che agli spettacoli unisce convegni, workshop, salotti, incontri. Momenti incentrati, ovviamente, sul tema della fiaba e sulle relative implicazioni culturali e sociali. Fiabesque ha avuto l'onore di ospitare, fianco a fianco, personaggi di fama nazionale ed internazionale e artisti sconosciuti, arrivati da vicino e da lontano per confrontarsi con le argomentazioni e i riferimenti del mondo dei racconti, portando il loro grande contributo in una sorta di laboratorio a puntate in cui venivano plasmati, giorno dopo giorno, gli sviluppi futuri del progetto.
Per allargarne, magicamente, i confini. E se tra gli ospiti di Fiabesque tutti conoscono Carlo Rambaldi, tre Oscar per gli effetti speciali, papà di E.T., King Kong, e Alien, ci auguriamo che l'entusiasmo con cui bambini e ragazzi hanno accolto i nostri workshop li trasformi magicamente nei nuovi esploratori del fantastico, futuri ambasciatori della creatività e dell'ingegno.